Acque

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Analisi chimica delle acque: metodi, tipologie e riferimenti normativi

L’analisi chimica delle acque ha l’obiettivo di valutare la qualità delle risorse idriche, garantire la tutela della salute umana e dell’ambiente e verificare la conformità alle normative vigenti. Le attività analitiche variano in funzione della tipologia di acqua analizzata, poiché ogni matrice presenta caratteristiche chimico-fisiche e destinazioni d’uso differenti.

Per tutte le tipologie di acque, il processo analitico inizia con un corretto campionamento, eseguito secondo procedure standardizzate per assicurare la rappresentatività del campione. I campioni vengono successivamente conservati e preparati in laboratorio mediante filtrazione, digestione chimica o diluizione, in base ai parametri chimici da determinare.

Analisi delle acque destinate al consumo umano

Le acque potabili vengono analizzate con particolare attenzione alla tutela della salute pubblica. Le analisi richiedono metodi ad elevata sensibilità, strumentazione avanzata e un rigoroso controllo di qualità dei risultati analitici.

I dati ottenuti vengono confrontati con i limiti di legge stabiliti dal Decreto Legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184 sulle acque destinate al consumo umano.

Analisi delle acque reflue urbane e industriali

Le acque reflue urbane e industriali vengono analizzate per valutare il carico inquinante e l’efficacia dei sistemi di depurazione. Questi campioni presentano spesso una matrice complessa e richiedono trattamenti preliminari più intensi prima dell’analisi.

I parametri chimici di riferimento sono definiti dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale). In particolare, l’Allegato 5 alla Parte Terza stabilisce i limiti di emissione per gli scarichi in acque superficiali, suolo e fognatura.

Analisi delle acque superficiali e sotterranee

L’analisi delle acque superficiali (fiumi, laghi e invasi) è finalizzata al monitoraggio dello stato chimico ed ecologico dei corpi idrici. L’interpretazione dei risultati deve tenere conto delle variazioni stagionali e delle condizioni ambientali naturali.

Le acque sotterranee presentano generalmente una composizione chimica più stabile, ma possono essere soggette a contaminazioni di origine naturale o antropica. Anche per le acque superficiali e sotterranee la normativa di riferimento è il D.Lgs. 152/2006 – Parte III, mentre per la tutela delle acque sotterranee si applica anche la Parte Quarta del medesimo decreto.